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TARASSACO
Taraxacum officinale Weber

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di Micaela Balìce

Nomi popolari: Sciuscion, Radiciun (Lig.); Virasol, Sicoria servaja (Piem.), Radec selvadech, Cicoria mata (Lomb.), Brusa oci, Pissacani (Ven.), Pessalet, Dent d'allion (Em.), Piscialetto, Ingrassaporci (Tosc.), Girasole selvatico (Mar.), Lappa, Pisciacane (Umb.) Cicoria selvaggia (Camp.), Cascigno (Abr.), Maroglia (Bas.), Macogliola (Pug.), Tarassacu, Missinina (Sic.), Pabogalu, patanzom, Zicoria burda (Sard.), Soffione, Dente di leone.

Il tarassaco è la pianta più facile da individuare per un novello erborista che voglia sperimentarsi nel riconoscimento di piante selvatiche. Intanto perché è presente davvero ovunque: il suo fiore giallo è molto caratteristico ed in ogni regione è legato a leggende: segue il sole nel suo percorso giornaliero (come il girasole), fa fare la pipì, secerne un succo che fa venire le croste alla pelle... In realtà non vi è pianta più innocua e mite del tarassaco.

Infine non si può non riconoscere il suo soffione che è stato la compagnia della nostra infanzia ed il custode dei nostri desideri, soffiati nel vento in compagnia dei suoi semi.

tarassaco
Nelle tradizioni popolari il soffione è anche un "calcolatore" del tempo da vivere che ci rimane: soffiate via i semi, quelli che rimarranno attaccati saranno gli anni che vi restano.

L'infuso della radice torrefatta non solo è stato un sostitutivo del caffè in tempi di magra ma bevuto stimola i poteri psichici.

Il tarassaco è quindi una delle piante più ricche della nostra flora: utile per le sue proprietà depurative (lo troviamo nei moderni prodotti fitoterapici) è anche un'interessante pianta alimentare della quale si utilizzano sia le foglie sia i boccioli.

Genere: Maschile
Pianeti: Giove
Elemento: Aria
Divinità: Ecate
Poteri magici: divinazione desideri, richiamo degli spiriti.

Radici: depurative del sangue, amaro-aperitive, tonico-digestive colagoghe e coleretiche, lassative, ipocolesterolemiche, diuretiche (vedi Glossario erboristico).

Foglie: idem e antiscorbutiche (sono ricche di Vitamina C).

In cucina: la radice torrefatta (come si diceva poco sopra) è un succedaneo del caffè; le foglie sono mangiabili in insalata, cotte in minestre o come contorno di carni. I boccioli vengono messi in agrodolce come falsi capperi.




© 2012 Testo di Micaela Balìce per www.strie.it
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

Immagini:
fotografie originali di Micaela Balice per Strie Az. Ag.

Bibliografia:
AAVV, Le Erbe, Fabbri Ed., 1994
CUNNINGAM SCOTT, Enciclopedia della piante magiche, Mursia, 1992
POMINI LUIGI, Erboristeria italiana, Minerva Medica, 2000
JEAN VALNET, Cura delle malattie con ortaggi, frutta, cereali e argilla, Giunti, Firenze, 1987


 

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