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L'EQUINOZIO DI PRIMAVERA
nell'orto-giardino

di Micaela Balice

la Primavera nel mito e nel folkore rurale

La Primavera è la migliore delle stagioni orticole: quella più attesa, quella più fresca e misurata, quella maggiormente colorata.
Nella sua rappresentazione simbolica indica la rinascita della vita dopo i rigori dell'inverno, la resurrezione dopo la morte.

In questo senso i riti di morte/resurrezione del dio, da quelli cattolici ai precedenti pagani, permettono alla comunità di reiterare questo passaggio rivivendolo nella dimensione mitica e quindi augurando la stessa resurrezione alla Terra, al terreno e ai suoi figli (per approfondire: Primavera nel mito di Strie e Oestara del sito Il Calderone Magico).

Ma il tema del "germogliare/sbocciare/fiorire", a cui farà seguito il "fruttificare" (ma solo nella prossima stagione) è ancora in potenza: adesso non c'è materialità, c'è "solo" essenza (Maria Giusi Ricotti, colloquio personale).
E l'essenza è il fiore: la parte più volatile della pianta, legata all'elemento Aria, allo spirito, al futuro.
Sarà il fiore, nel suo atto d'amore con la natura (insetti, polline, sole, vento) a generare i frutti, a portare a compimento il suo scopo.
Scopo per il quale qualsiasi pianta "naturale" sarebbe disposta a morire nella sua individualità pur di garantire il seme.
E questo atteggiamento le donne lo possono comprendere bene.

L'analogia tra il mondo naturale e noi è "con l'aprirsi, mettere fuori la testa poi espandersi, prendere possesso del proprio posto al mondo. Permettersi di essere belle. Crogiolarsi al sole. Irradiare colore e profumo."(Maria Giusi Ricotti, colloquio personale).


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E' con l'arrivo della primavera che abbiamo la conferma che bulbi e semi piantati lo scorso autunno hanno attecchito. Che le perenni non si sono perse per strada e continuano ad occupare il loro spazio: a tornare.
Con gli anni di reciproca cura e affetto, il paesaggio cambia e noi possiamo davvero cogliere l'insieme del nostro paziente lavoro, sia nell'orto sia nel giardino.

I lavori nel giardino
I lavori nel giardino sono veramente molti: dal togliere le pacciamature autunnali non appena il clima diventa mite, alla preparazione e pulizia del terreno con lievi zappettature e ove occorre integrazioni di buon terriccio maturato dal compost o acquistato.
Vi sono le aiuole da riassestare, da fare spazio alle selvatiche utili sia in senso erboristico che alimentare per non perderne la presenza, contenere le cosiddette "erbacce" e preparare le nuove semine e trapianti.
 
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La pulizia del giardino permette anche la raccolta delle prime officinali, come la gramigna che, estirpata la lunga e tenera radice dal terreno perché infestante, una volta essiccata e sminuzzata ci dona la fragranza di una tisana diuretica e depurativa.
Il momento è propizio anche per le semine all'aperto: sia in piena terra sia in piccoli vasetti lasciati in una zona ombrosa e col terriccio sempre umido affinchè germoglino con calma. Verso la fine del periodo di primavera potremmo trapiantarle nel luogo che abbiamo scelto oppure in vasi di capienza maggiore.
La coltura in vaso ci permette di controllare e difendere meglio alcune specie di piante e fiori che magari, messe in piena terra, rischierebbero di venire soffocate sin dal principio da altre specie più competitive e meglio attrezzate.
Calendule officinali, Tagete, Nasturzi sono tutte specie floreali che non solo abbelliscono l'orto e il giardino ma sono rustiche (ovvero di facile coltura ed adattamento) e danno un grande contributo nell'orto per la difesa da insetti nocivi. Infatti nei tempi scorsi non vi era orto che non avesse file di calendule e "carognette" (Tagete) tra le piante orticole.

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Altra varietà da inserire nel nostro giardino, se non ci fosse, sono le aromatiche. Tutte le aromatiche non servono solo in cucina ma sono i medici migliori.
In genere sono antisettiche e antibatteriche ed una buona tisana di timo può curare la febbre così come la cistite, mentre una di salvia ci aiuta a digerire così come regolarizza il ciclo delle donne.

Questo le donne streghe lo sanno molto bene: mai un ortogiardino senza aromatiche!

Assicuratevi solo di acquistare non degli ibridi ma delle varietà antiche: lo so, richiede un minimo di impegno in più (andare nei vivaisti specializzati in officinali) ma dona anche soddisfazioni maggiori; una fioritura di salvia come quella che si vede nella foto appena sopra ve la potete scordare con l'ibrido da supermercato.

Infine vi sono le arbustive: rose, camelie, azalee che richiedono una semplice pulitura dai rami secchi e del terreno sottostante se è stato pacciamato. Potete eseguire nuovi trapianti ma il mio consiglio è di cercare sempre varietà locali (magari "rubarle" da un bosco con piccole talee) e non ibride: questo per garantire la biodiversità, per mangiarne magari i frutti (come con il pruno selvatico) e per non avere il cattivo gusto del banano vicino alla palma da dattero in pieno giardino nordico.

I lavori nell'orto
Nell'orto è veramente ora di darsi da fare.
Se il tempo lo concede con giornate asciutte e soleggiate, è ora di ultimare la preparazione del terreno con delle vangature non troppo profonde e delle zappature. La terra va resa soffice e morbida: è il caso di aggiungere quindi sabbia o terriccio di torba laddove il terreno sia troppo argilloso.
Si possono fare dei "cassoni", delimitati da assi di legna e riempiti con terra migliore, utili per le semine di insalate, carote, spinaci anche in concomitanza (informatevi sulle consociazioni).
 
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Questo permette non solo di risparmiare spazio, ma anche di tenere meglio sotto controllo le specie più esigenti e di fare in modo che la loro reciproca collaborazione tenga lontani i reciproci predatori (come nel caso di carote e porri).

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Se durante i mesi che han seguito la Candelora siete riusciti a fare dei piantini, magari in casa o in serra, è ora di metterli all'aperto a fargli respirare la nuova aria primaverile. Con molta calma, però: ricordo un nove di aprile che misi fuori i miei splendidi pomodori e grandinò così tanto che le colline sembravano imbiancate dalla neve.
Quelli che non morirono per la grandine, morirono o subirono gravi danni per colpo di freddo che si presero.

E' anche ora di fare le prime semine, sia in terra sia ancora in piccoli vasetti che verranno lasciati in luogo ombroso e tenuti costantemente umidi, se i clima è mite anche all'aperto.
Per le varietà orticole da seminare vi rimando all'Agrilunario di Strie, ed in particolare alla Luna della Lepre che indica col suo novilunio il reale arrivo della nuova stagione.
Per ciò che riguarda il frutteto è ora di godersi le spettacolari fioriture, di tenere pulito il suolo e di eliminare eventuali rami secchi.

Antico rito di protezione dei campi
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Vi sono parecchi riti agresti in questo periodo, antichi quanto l'uomo e la donna ed il loro rapporto con la terra. Riti di protezione, perché la terra è come una donna gravida, porta dentro di sè la vita e va protetta da qualsiasi cosa possa interferire con questo processo.
Ve ne riporto uno, sperimentato personalmente e riportato nel testo di Grimaldi Il calendario rituale contadino.

L'uovo del venerdì santo

Entrecasteaux (Francia), 1991. L'uovo del venerdì santo. L'uovo viene appeso all'ulivo. Maddalena Aimar ripete il rito così come l'ha visto fare, all'inizio degli anni Quaranta, quando dal Piemonte emigrò in Francia.
"Quando sono giunta in Francia andavo a lavorare nei campi di Madame Boeuf, che aveva molte proprietà qui a Entrecasteaux. Il giorno del venerdì santo andava nel pollaio e raccoglieva devotamente tutte le uova di questa giornata e poi nei giorni successivi andava nei suoi possedimenti; in ogni campo ne appendeva uno all'albero d'ulivo più bello. Prendeva l'uovo da un cestino, lo avvolgeva in un pezzo di tela e poi lo legava ad un ramo. Finito questo lavoro si faceva il segno della croce. Io che venivo dalla montagna del Piemonte non avevo mai visto fare questo gesto e le ho chiesto il motivo. Mi ha risposto: - Mia mamma ha sempre fatto così e io continuo finché posso perché l'uovo del venerdì santo mi protegge i campi dalla grandine -. Credo sia l'ultima persona di Entrecasteaux che, fin che ha potuto, ha fatto questo gesto benedetto, dopo non ho più visto nessuno". (Grimaldi Piercarlo "Il calendario rituale contadino" Franco Angeli Ed, 1993, p. 305).

©2009 Testo di Micaela Balice per www.strie.it
Ultima revisione febbraio 2010.

Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

Bibliografia
BALICE, Micaela, Il calendario rituale contadino: il ciclo della vita nel Casalese (Tesi di laurea, A. A. 1993/1994,
Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di Torino)
BONNET, Jocelyne, La terra delle donne e le sue magie, Red Edizioni, Como 1991
GRIMALDI, Piercarlo, Il calendario rituale contadino, Franco Angeli Torino 1993

Immagini
Immagini originali di Micaela Balice, eccetto:
Intestazione, Piccola serra: autori e fonti sconosciuti.


 

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Grafica e animazioni di Maria Giusi Ricotti - Il Calderone Magico